Gestione divieto stagionale distribuzioni con Servizio web Agrometeo

 

 

 

A questa pagina trovi il Bollettino agrometeo Nitrati con le indicazioni di divieto/permesso per le distribuzioni nei mesi di novembre e febbraio.

 

Con deliberazione della Giunta regionale di data 07.11.2019, n. 1912 è stata disposta una diversa decorrenza del divieto di distribuzione autunno-invernale dei fertilizzanti azotati nelle Zone vulnerabili da nitrati (ZVN), ai sensi dell’art.23, c.4 del Regolamento Fertilizzanti Azotati (RFA) di cui al DPReg 03/2013.
Come segnalato nella nota di richiesta pervenuta da un’Organizzazione categoriale in data 29.10.19, la modifica alla decorrenza dei tempi di divieto si è resa in particolare necessaria a seguito del complessivo andamento meteorologico dell’annata, con tardiva chiusura dei cicli di vegetazione specie in alcune aree, che non consentiva lo spandimento entro ottobre di reflui d’allevamento e digestati. In relazione alle temperature sostenute, un ritardo nelle distribuzioni pre-aratura era indotto anche dalla programmazione delle semine dei cereali autunno-vernini più ritardata dell’usuale, per contenere le infezioni del virus del nanismo giallo dell’orzo.
All’esigenza di dar conveniente soluzione a tali problematiche viene incontro la recente istituzione presso OS.ME.R. del Servizio agrometeo di cui alla L.R. 6/2019, art.12 per fornire informazioni in tempo utile agli operatori di settore in ordine alle condizioni metereologiche favorevoli o sfavorevoli ai fini dell’applicazione della disciplina dell’utilizzazione agronomica dei fertilizzanti azotati e del programma d’azione nelle zone vulnerabili da nitrati’. In via di prima applicazione del Servizio Agrometeo e nelle more dell’aggiornamento del RFA, fermi restando i 90 giorni e i 120 giorni complessivi di divieto previsti ai commi 1 e 2 dell’art.23 del RFA, la Giunta regionale ha disposto di definire, nelle ZVN:

  1. una diversa decorrenza del periodo di 90 giorni di divieto delle distribuzioni di fertilizzanti azotati di cui all’art.23, c.1 del RFA, individuando 
  • 62 giorni di divieto continuativo tra il 01.12.19 e il 31.01.2020
  • ulteriori periodi non continuativi di divieto per un totale di 28 gg durante novembre 2019 e febbraio 2020 in relazione all’emanazione dal 14.11.2019, sul sito istituzionale della Regione e di Osmer, di Bollettini agrometeo Nitrati specifici per zona tre volte la settimana (dom-mar-gio), mediante i quali, in relazione alle condizioni pedoclimatiche locali, si indica divieto assoluto o permesso nel rispetto di tutti gli altri divieti di cui agli artt. 10, 18, 19 e 22 del RFA per la distribuzione

a) dei letami e assimilati, ad esclusione delle deiezioni degli avicunicoli essiccate con processo rapido a tenori di sostanza secca superiori al 65%;
b) dei concimi azotati e ammendanti organici;
c) dei liquami e materiali assimilati e delle acque reflue in terreni destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente;

  1. una diversa decorrenza del periodo di 120 giorni di divieto delle distribuzioni di fertilizzanti azotati di cui all’art.23, c.2 del RFA, definendo l’interruzione del divieto per i medesimi giorni utili per le distribuzioni di cui all’art. 23, c.1 individuati con i bollettini del Servizio agrometeo emessi durante novembre 2019 e nei quali, fermo il divieto di spandimento dei liquami e materiali assimilati tra il 1° novembre ed il 29 gennaio nei terreni non destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente e fatti salvi tutti gli altri divieti di cui agli artt. 10, 18 e 22 del RFA, sono permesse le applicazioni:

a) delle acque reflue in terreni destinati a colture diverse da quelle di cui al comma 1, lettera c) dell’art.23 del regolamento;
b) delle deiezioni degli avicunicoli essiccate con processo rapido a tenori di sostanza secca superiori al 65%;

per le applicazioni di fertilizzanti azotati nei casi di cui alle lettere a) e b) di cui al presente punto 2) andrà previsto, onde recuperare i giorni d’interruzione del divieto di 120 giorni concessi mediante i bollettini del Servizio agrometeo emessi tra il 14 e il 28 novembre 2019, un pari numero di giorni aggiuntivi di divieto da assegnare dopo il 28 febbraio 2020.
 

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Attivazione applicativo NitrATTI in S.I.AGRI.FVG dal 1 marzo 2019

Il Direttore del Servizio valorizzazione qualità delle produzioni della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche ha disposto l’attivazione, a far data dal 1 marzo p.v., dell’applicativo NitrATTI nell’ambito di S.I.AGRI.FVG - Sistema informativo agricolo della Regione Friuli Venezia Giulia (Decreto del Direttore del Servizio valorizzazione qualità delle produzioni n. 109 dell'8 gennaio 2019, pubblicato sul BUR n. 4 del 23 gennaio 2019).


A decorrere dal 1 marzo 2019 la comunicazione e il piano di utilizzazione agronomica delle pratiche di fertilizzazione (PUA) di cui agli articoli 14,15 e 24 sono compilati utilizzando S.I.AGRI.FVG, attraverso il sito internet istituzionale della Regione, previa costituzione o aggiornamento del fascicolo aziendale di cui al DPR 1 dicembre 1999, n. 503 (Regolamento recante norme per l'istituzione della Carta dell'agricoltore e del pescatore e dell'anagrafe delle aziende agricole, in attuazione dell'articolo 14, comma 3, del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 173) e presentati poi tramite “sportello SUAP” secondo i disposti di cui al DPR 59/2013, art.1 e

  • art.3, comma 1) - comunicazione e PUA ai fini dell’istanza di AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) presso il Servizio AUA e scarichi della Regione o
  • art. 3, comma 3) - nel caso si scelga di non avvalersi dell' autorizzazione unica ambientale, presentazione della comunicazione e  del PUA presso il Servizio valorizzazione qualità delle produzioni della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, ai sensi dell’articolo 20 comma 3 della L.R. 16/2008 e secondo i criteri fissati dal Regolamento fertilizzanti azotati emanato con il D.P.Reg. 03/2013.

Si ricorda che con il decreto del Presidente della Repubblica 13-3-2013 n. 59 è stata regolamentata la disciplina dell'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.), a norma dell'art.23 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla L. 35/2012.
 

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La normativa

In attuazione alla direttiva del Consiglio dell’Unione europea del 12 dicembre 1991 relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (91/676/CEE), sono stati emanati i provvedimenti normativi sotto specificati.

Decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006  ( Norme in materia ambientale)  che riguarda anche la tutela delle acque e delle risorse idriche dall’inquinamento ( sez. II).

- Decreto ministeriale 25 febbraio 2016  (Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato) che definisce quali sono i criteri e le norme di base che le regioni sono tenute a far rispettare con i loro regolamenti specifici.

- Decreto del Presidente della Regione 11 gennaio 2013, n.03/Pres (Regolamento recante la disciplina dell’utilizzazione agronomica dei fertilizzanti azotati e del programma d’azione nelle zone vulnerabili da nitrati, in attuazione dell’articolo 20 della legge regionale 16/2008, dell’articolo 3, comma 28 della legge regionale 24/2009 e dell’articolo 19 della legge regionale 17/2006) che stabilisce le norme che devono essere rispettate dalle aziende che intendano utilizzare effluenti di allevamento su terreni siti in FVG.

 - Delibera della Giunta regionale n. 1920 del 25 settembre 2008 (Individuazione zone vulnerabili da nitrati di origine agricola. Approvazione definitiva) sono delimitati i comuni ricadenti nelle zone ordinarie e nelle zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati.

- Decreto del Direttore del Servizio valorizzazione qualità delle produzioni n. 109 dell'8 gennaio 2019 (D.P.Reg. 11.01.2013, n. 03/Pres. Regolamento Fertilizzanti Azotati, articolo 32, comma 2. Presentazione della comunicazione e del piano di utilizzazione agronomica (PUA) utilizzando il Sistema informativo agricolo della Regione Friuli Venezia Giulia).

- Decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59  (Regolamento recante la disciplina dell’autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale, a norma dell’articolo 23 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35) con cui si stabilisce che la comunicazione di utilizzazione di effluenti di allevamento rientra nell’Autorizzazione Unica Ambientale.

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Identificazione delle zone ordinarie e delle zone vulnerabili

Con DGR 25 settembre 2008, n. 1920, come indicato dalla normativa europea,  sono state identificate le zone vulnerabili da nitrati (ZVN) di origine agricola in Friuli Venezia Giulia. I comuni del FVG rientrano nella ZVN o in zone ordinarie (ZO) in funzione della vulnerabilità da nitrati del territorio come indicato all’allegato B del regolamento di cui al DPReg 03/2013, alla tabella 4.
Nel dettaglio i Comuni ricadenti in zona vulnerabile da nitrati sono i seguenti:

Provincia di Udine

Aiello del Friuli, Artegna, Bagnaria Arsa, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Carlino, Cassacco, Castions di Strada, Cervignano del Friuli, Chiopris-Viscone, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Coseano, Dignano, Fagagna, Flaibano, Gonars, Latisana, Lestizza, Magnano in Riviera, Majano, Marano Lagunare, Martignacco, Mereto di Tomba, Mortegliano, Moruzzo, Muzzana del Turgnano, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pocenia, Porpetto, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Precenicco, Ragogna, Reana del Rojale, Rive d’Arcano, Rivignano, Ronchis, Ruda, San Daniele del Friuli, San Giorgio di Nogaro, Santa Maria la Longa, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sedegliano, Talmassons, Tarcento, Tavagnacco, Teor, Terzo di Aquileia, Torviscosa, Treppo Grande, Tricesimo, Trivignano Udinese, Udine, Varmo, Visco

Provincia di Pordenone

Montereale Valcellina

Tutti gli altri comuni ricadenti nel territorio del FVG non compresi nell'elenco sono da considerarsi come ricadenti nelle zone ordinarie NON vulnerabili (ZO).

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Adempimenti: comunicazione e piano di utilizzazione agronomica

Chi deve presentare la Comunicazione

Le aziende che producono e/o stoccano e/o distribuiscono gli effluenti di allevamento, acque reflue o materiali assimilabili, hanno l’obbligo di redigere una comunicazione di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, sia che ricadano in zone ordinarie, sia che ricadano in zone vulnerabili secondo quanto riportato dagli articoli 14 e 24 del regolamento di cui al DPREG 03/2013.

 

Il contenuto della Comunicazione

Le informazioni contenute nella comunicazione sono quelle previste dall’allegato D al regolamento e sono di seguito indicate.

 

 Classe dimensionale

 In zone ordinarie

 In zone vulnerabili da nitrati

Utilizzazione agronomica di azoto al campo minore o uguale a 1000 kg/anno
 
Esonero dalla comunicazione Esonero dalla comunicazione
Utilizzazione agronomica di azoto al campo compresa tra 1001 e 3000 kg/anno
Esonero dalla comunicazione
Comunicazione semplificata di cui alla parte A dell’allegato D
Utilizzazione agronomica di azoto al campo compresa tra 3001 e 6000 kg/anno Comunicazione semplificata di cui alla parte A dell’allegato D

Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
 

Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)

Utilizzazione agronomica di azoto al campo maggiore di 6000 kg/anno Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D

Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
 

Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)

Allevamenti a cui si applica il punto 6.6 dell’allegato VIII alla parte II D.Lgs. 152/2006 Integrazione tra le procedure di autorizzazione ai sensi del D.lgs. 152/2006e comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)
Integrazione tra le procedure di autorizzazione ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)
Allevamenti > di 500 Unità di Bestiame Adulto (UBA) Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)
Comunicazione completa di cui alla parte B dell’allegato D
Piano di Utilizzazione Agronomica (PUA)

• I valori di azoto al campo sono calcolati con riferimento alle tabelle 1 e 2 dell’allegato A .
• Nel caso di particolari modalità di gestione e trattamento degli effluenti, le quantità e le caratteristiche degli effluenti prodotti sono determinate secondo le modalità riportate nell’allegato A.
• La documentazione, a supporto dei valori determinati, è allegata alla comunicazione.
• Le aziende che producono o effettuano lo stoccaggio degli effluenti di allevamento in sedi ricadenti sia in ZO sia in ZVN, rispettano gli obblighi riferiti alle classi dimensionali delle ZVN.
• Le aziende che effettuano lo spandimento degli effluenti di allevamento in terreni ricadenti sia in ZO sia in ZVN, rispettano gli obblighi riferiti alle classi dimensionali delle ZVN.

PARTE A - Contenuti della comunicazione semplificata per le aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento
1) Per le aziende che producono effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a)l’identificazione dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
b)la definizione di specie, categoria, peso vivo degli animali allevati, tipo di stabulazione e consistenza dell'allevamento;
c)le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento compresi i valori di azoto al campo, tenendo conto degli apporti meteorici, calcolati con riferimento all'allegato A.
2) Per le aziende che effettuano lo stoccaggio di effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) l’identificazione dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
b) le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento compresi i valori di azoto al campo, sottoposti a stoccaggio;
c) il volume degli effluenti di allevamento assoggettati, oltre allo stoccaggio, a forme di trattamento. Le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento compresi i valori di azoto al campo prodotti sono determinate secondo le modalità riportate nell’allegato A.
d) l’ubicazione, il numero, la capacità e le caratteristiche degli stoccaggi, in relazione alla quantità e alla tipologia degli effluenti di allevamento, delle acque di lavaggio di strutture, attrezzature ed impianti zootecnici.
3) Per le aziende che effettuano lo spandimento di effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) l’identificazione univoca dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
b) l’identificazione catastale dei terreni destinati all'applicazione al suolo degli effluenti zootecnici, il relativo titolo d'uso, la superficie catastale e la superficie idonea allo spandimento;
c) le quantità e le caratteristiche degli effluenti di allevamento acquisiti da terzi e l’identificazione univoca dell'azienda cedente.

PARTE B - Contenuti della comunicazione completa per le aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di effluenti di allevamento
1) Per le aziende che producono effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) quanto previsto al punto 1) della PARTE A del presente allegato;
b) la descrizione del tipo di alimentazione, dei consumi idrici e dei sistemi di rimozione delle deiezioni.
2) Per le aziende che effettuano lo stoccaggio di effluenti di allevamento la comunicazione contiene quanto previsto dal punto 2) della PARTE A del presente allegato;
3) Per le aziende che effettuano lo spandimento di effluenti di allevamento la comunicazione contiene:
a) quanto previsto dal punto 3) della PARTE A del presente allegato;
b) la descrizione delle tecniche di distribuzione, con specificazione di macchine e attrezzature utilizzate e termini della loro disponibilità;
c) l’individuazione della superficie idonea allo spandimento delle aree aziendali omogenee;
d) la distanza tra i contenitori di stoccaggio e gli appezzamenti destinati all'applicazione degli effluenti.

PARTE C - Contenuti della comunicazione per le aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di acque reflue
La comunicazione delle aziende che effettuano l’utilizzazione agronomica di acque reflue contiene:
1) l’identificazione dell'azienda, del titolare o del rappresentante legale, nonché l'ubicazione dell'azienda medesima e di tutti gli eventuali ulteriori centri di attività ad essa connessi;
2) le quantità e le caratteristiche delle acque reflue prodotte annualmente;
3) l’ubicazione, il numero, la capacità e le caratteristiche degli stoccaggi, in relazione alla quantità e alla tipologia delle acque reflue e delle acque di lavaggio di strutture, attrezzature e impianti;
4) l’identificazione catastale dei terreni destinati all'applicazione al suolo delle acque reflue, il relativo titolo d'uso, la superficie catastale e la superficie idonea allo spandimento;
5) le quantità e le caratteristiche delle acque reflue acquisite e l’identificazione univoca dell'azienda cedente;
6) la descrizione delle tecniche di distribuzione, con specificazione di macchine e attrezzature utilizzate e termini della loro disponibilità;
7) l’individuazione della superficie idonea allo spandimento delle aree aziendali omogenee;
8) la distanza tra i contenitori di stoccaggio e gli appezzamenti destinati all'applicazione delle acque reflue;
9) il tipo di utilizzazione, irrigua o per distribuzione di antiparassitari.
La comunicazione ha validità di cinque anni dalla data di presentazione a meno che non intervengano variazioni nelle superfici interessate allo spandimento, variazioni significative nei quantitativi di azoto prodotti, nelle capacità di stoccaggio, nei titoli di conduzione dei terreni e nei rapporti di cessione/acquisizione di effluenti così come indicato dettagliatamente al comma 9 dell’art. 14 del Regolamento.

 

Dove si presenta la Comunicazione

Il decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 2013, n. 59 , prevede che le comunicazioni per l’utilizzazione degli effluenti di allevamento e delle acque reflue rientrino nella più ampia Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Trattandosi di attività soggette solo a comunicazione, è lasciato alla volontà ai soggetti coinvolti se avvalersi dell’AUA o meno, ma resta obbligatoria la presentazione della comunicazione per il tramite del SUAP. Infatti tale istanza, corredata  dai  documenti,  dalle dichiarazioni e dalle altre attestazioni previste dalle vigenti normative di settore relative agli  atti  di  comunicazione, notifica e autorizzazione, viene presentata esclusivamente per il tramite del SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) che provvederà successivamente a trasmetterla alle altre autorità competenti. 

 

Quando si presenta la Comunicazione

La comunicazione è presentata almeno trenta giorni prima dell’inizio dell’attività di utilizzazione agronomica.

 

Digestato da biomasse

Le ditte produttrici/utilizzatrici di digestato proveniente da biomasse per la produzione di energia presentano la comunicazione di spandimento, considerando il digestato stesso alla stregua di liquame in presenza di materiale non palabile, di letame per la frazione eventualmente separata palabile (da previsioni del Decreto ministeriale 25 febbraio 2016 e nelle more dell'aggiornamento del Regolamento Fertilizzanti Azotati FVG).

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